Non buttate lo scontrino del bancomat. Lo usano per truffarvi

Noi andiamo al bancomat, preleviamo lo scontrino, lo guardiamo un secondo per controllare importo e operazione, poi lo pieghiamo, lo infiliamo in tasca,  lo lasciamo nel cestino accanto allo sportello, lo perdiamo per strada.

E lì succede qualcosa che quasi nessuno considera: quello scontrino è un pezzo di profilo. Dentro ci sono dettagli utili, Il nome della banca, la data e l’ora, l’importo, a volte anche il saldo, e qualche cifra finale mascherata della carta o del conto.

Oggi con l’AI riescono a mettere insieme dati che noi non immaginiamo, perché non lavorano più a intuito ma per incroci. Prendono un dato vero e lo usano come gancio, poi cercano il resto dove capita: un numero lasciato in un annuncio, un profilo social con nome e città, una vecchia rubrica sincronizzata, un database rubato finito online, una mail che circola da anni. A loro basta arrivare a un contatto, perché la truffa si fa a voce. E la voce, quando suona sicura e cita dettagli veri, abbassa le difese.

Prendono lo scontrino, sanno di che banca sei cliente, sanno l’ora in cui hai fatto l’operazione, sanno con quali cifre finisce la carta, incrociano tutto con sistemi di ricerca automatica che pescano nei database rubati, trovano il nostro numero di telefono e ci chiamano. “La chiamo dalla sua banca”, “vedo un’operazione a quest’ora”, “la sua carta finisce con queste cifre”.

Noi sentiamo informazioni corrette e iniziamo a collaborare. Confermiamo, aggiungiamo pezzi senza accorgercene, e dall’altra parte guidano la conversazione verso quello che serve davvero. Arrivano le richieste pratiche: leggere un codice arrivato via SMS, approvare una notifica nell’app per “bloccare” un’operazione, aggiornare un dato “per sicurezza”.

In quel momento li stiamo autorizzando noi. I sistemi eseguono ciò che viene autorizzato. L’autorizzazione la diamo noi, convinti di stare risolvendo un problema.

Lo scontrino del bancomat va trattato come un dato bancario. Se non serve, meglio non stamparlo. Se arriva una chiamata che dice di essere della banca, si chiude e si richiama il numero ufficiale preso dall’app o dal retro della carta.

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